Chi siamo

Uno spazio

Per conoscere, capire, ricordare e interrogarsi.
A Borgo San Dalmazzo e nelle valli che vi confluiscono è passata, tra l’8 settembre 1943 e la Liberazione, la storia europea della persecuzione antiebraica della prima metà del Novecento, sotto forma di persone le cui vite hanno coinvolto le vite degli abitanti di questi luoghi. I visitatori vi trovano risposte alle domande che si pongono, dopo essersi fermati al Memoriale della Deportazione, su ciò che è accaduto qui e vengono guidati alla conoscenza ed alla riflessione sugli elementi essenziali della Shoah in Europa.

Un incontro

Con le persone di allora, ma anche di oggi, una storia di viaggi sulla terra e nell’animo umano. Nella continuità della fascia cronologica si specchiano tra loro gli anni dal 1870 al 1945 in cui si è preparata e consumata la tragedia della Shoah e degli anni 1946-2020, in cui ritroviamo molte delle ideologie di allora. In questa corrispondenza il visitatore è immerso ed interpellato.

Un percorso

Dedicato alla memoria degli ebrei che sono passati di qui e rivolto a tutti coloro. che sentono il dovere di conoscere e ricordare i passi che hanno portato alla Shoah e le responsabilità di opporsi ovunque si manifestino.
Come hanno fatto i Giusti.

MEMO4345 è un tempo

per fermarsi a pensare e guardare se stessi nello specchio della storia.

MEMO4345 è dedicato alla memoria degli ebrei che sono passati di qui ed è rivolto a tutti coloro che sentono il dovere di conoscere e ricordare i passi che hanno portato alla Shoah e la responsabilità di opporsi oggi ovunque si manifestino. La ricerca storica sta alla base della narrazione proposta da MEMO4345. A guidarne la realizzazione Adriana Muncinelli, collaboratrice dell’Istituto storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Cuneo, già ideatrice e responsabile del progetto di ricerca “Oltre il nome”, condotto in collaborazione con Elena Fallo e successivamente sfociato nella pubblicazione del saggio omonimo, edito nel 2016 da Le Château Edizioni di Aosta e giunto alla ristampa con un’edizione aggiornata nel 2021.

Oltre il nome

Storia degli ebrei stranieri deportati dal campo di Borgo San Dalmazzo.

A Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, il 18 settembre del 1943 fu organizzato dai nazisti un campo di concentramento per ebrei che fu attivo fino al 21 novembre. La RSI proseguì gli internamenti dal 4 dicembre 1943 al 15 febbraio 1944. Il campo, che fu l’unico in Piemonte e, con Fossoli, Bolzano e Trieste, uno dei quattro del nord-Italia, determinò la deportazione nei campi di sterminio di 357 ebrei. Dal 2006, a ricordo di quegli eventi, un Memoriale della Deportazione ricorda a chi passa alla stazione ferroviaria della città, i nomi dei 357 deportati. Di essi, 334 erano stranieri, discesi dopo aver valicato le montagne, dalla Francia alla Valle Gesso nei giorni successivi all’8 settembre ’43. Al termine di una ricerca durata nove anni, condotta attraverso la consultazione dei principali archivi europei e la raccolta di testimonianze di sopravvissuti e discendenti, il saggio ricostruisce le vicende individuali e familiari di quegli stranieri a partire dalle loro località di origine (gli Imperi: russo, austro-ungarico, tedesco, ottomano) oggi sotto ventitré diversi Stati. Prosegue con l’illustrazione degli eventi politico-economici successivi alla Prima guerra mondiale, che in tempi diversi li indussero a lasciare i luoghi di origine, e successivamente quelli in cui si erano via via rifugiati. Una minuziosa e documentata tessitura intreccia la storia della persecuzione antiebraica, dilagata in Europa tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, con la descrizione della vita quotidiana delle diverse famiglie e il loro peregrinare attraverso l’Europa: i flussi comuni, le tappe, i luoghi di abitazione, i mille mestieri, la necessità continua e sempre più pressante di lottare per sopravvivere, gli incontri, la fortuna, la sfortuna e le scelte che li portarono passo dopo passo a finire tutti insieme in quel campo del sud- Piemonte. La ricostruzione permette di comprendere come la persecuzione antisemita avesse intaccato fin dall’inizio, un po’ alla volta, le loro esistenze, demolito concreti piccoli o grandi progetti, progressi, successi, speranze, o infierito su esistenze già difficili e provate. Mette in evidenza sia la catena di corresponsabilità politiche che condizionarono il loro percorso di perseguitati, sia la catena di azioni individuali o collettive che ne alleviarono la pena o in certi casi deviarono la traiettoria di morte che era stata per loro pianificata. Fa emergere inoltre la forza e la dignità estrema dei perseguitati, pronti in ogni contesto, per quanto terribile, a ricominciare a resistere, a ricucire ciò che era stato lacerato, a coltivare i valori dello spirito, proteggere figli ed anziani, senza perdere la capacità di sorriso, e senza mai umiliarsi, nonostante tutto.
Leggere oggi quelle storie confronta in modo inquietante quel passato con il nostro smemorato presente, la sua xenofobia, i nazionalismi montanti, le paure, la razionalità travolta dai pregiudizi, la difficoltà di scegliere tra valori e convenienza, la perdita di umanità. Ed offre non pochi motivi di riflessione.

Il volume, edito da Le Château, fa parte della collana “Ebraica Storie – Memorie” nel cui comitato scientifico sono presenti Giovanni De Luna, Anna Foa, Paolo Momigliano Levi, Elena Ottolenghi Vita Finzi, Annamaria Levi Fubini, Alberto Cavaglion.
È disponibile nelle librerie del cuneese, online su Le Château Edizioni e su libreriauniversitaria.it.

Le autrici

Laureata in storia e filosofia, ex insegnante, da molto tempo collabora con l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Cuneo “Dante Livio Bianco” per la didattica e la ricerca sulla persecuzione antiebraica.
È stata coordinatrice per la provincia di Cuneo del progetto Interreg Italia-Francia-Svizzera “Memoria delle Alpi” (2004-2008) dedicato alla diffusione, attraverso i luoghi e i percorsi storici, della conoscenza di: guerra – Resistenza – persecuzione razziale. Nell’ambito di quel progetto ha personalmente curato diverse pubblicazioni divulgative e didattiche ed in particolare ha fornito la consulenza storica finalizzata l’allestimento del Memoriale della Deportazione di Borgo San Dalmazzo ed è stata la curatrice del CD-ROM italo-francese Ebrei in fuga attraverso le Alpi / Juifs en fuite à travers les Alpes.
Ha curato per la rivista “Il presente e la storia” la traduzione e pubblicazione del memoriale inedito di Simone Gockman, Le ore nere (1995), la pubblicazione in lingua italiana di Harry Burger, Biancastella, un partigiano ebreo durante la seconda guerra mondiale (2005) e di Stella Silberstein, Hôtel Excelsior, un diario sulle tracce del passato 1945-1946 (2011).
Ha scritto vari saggi di approfondimento sulla storia della Shoah in provincia di Cuneo, tra cui: Vittime della speranza, ebrei a Saluzzo 1938-1945 (con Nicoletta Irico), in “Notiziario dell’Istituto Storico della Resistenza in Cuneo e provincia” n. 28 (1985); La deportazione ebraica in provincia di Cuneo, in Il libro dei deportati, vol. II, Mursia (2010); Ebrei “perduti e salvati” a Demonte tra 1943 e 1945, in “Il Presente e la Storia” n. 84 (2013).
È autrice del volume Even, pietruzza della memoria, ebrei 1938-1945, ed. Gruppo Abele, 1994 1ª edizione, 2006 2ª edizione. È stata l’ideatrice e la responsabile del progetto di ricerca “Oltre il nome”.

Laureata in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino, è insegnante di filosofia e storia. È stata per due anni borsista del Master dei Talenti della Società Civile, organizzato dalla Fondazione CRT e G. Goria. Ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Cuneo “Dante Livio Bianco”, con cui continua a collaborare.
Ha lavorato nel settore della didattica presso la Fondazione “Camis De Fonseca” di Torino. Scrive recensioni per l’Indice dei libri del mese di Torino. Negli anni si è formata sul tema della persecuzione antiebraica seguendo corsi specialistici in Italia e all’estero.
È autrice del libro Antisemitismo in America. Storia dei pregiudizi e dei movimenti anti-ebraici negli Stati Uniti da Henry Ford a Louis Farrakhan, Araba Fenice (2008).

Oggi come allora, le democrazie impaurite dalle pressioni populiste cominciano a distinguere tra migranti “qualificati” da eventualmente accogliere e quelli da respingere. Nessuna differenza tra i nazionalismi furibondi del primo dopoguerra e quelli di oggi, che ciecamente si costruiscono con le proprie mani la loro prigione, barricandosi dietro fili spinati e leggi contro la pietà, identiche a quelle del passato. Nessuna differenza nei mille avvoltoi politici che presentano ogni giorno esattamente come allora, gli stranieri come la causa di tutti i mali del proprio Stato. E che seminano nei confronti di quanti chiedono aiuto la psicosi dell’invasione criminale. Nulla di nuovo nell’indifferenza di quanti, oggi come allora, continuano la loro vita chiudendo occhi e orecchie, come se nulla stesse succedendo, come se tutto questo non li riguardasse.

MEMO4345 è un progetto di:

MEMO4345 aderisce a "Paesaggi della Memoria"

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